Psicologia

Panico e Visione Interiore – Fare la conoscenza di Ka

Il mondo si fa improvvisamente strano nel corso di un attacco di panico. Tante cose paiono diverse dal solito, ma in particolare la realtà esterna diviene strana. Il corpo si fa leggero e pesante allo stesso tempo, come se d’un tratto la tua mente cercasse una via di fuga. Sei pervaso da tremori e brividi come se qualcosa di tremendo ti stesse capitando attorno. La testa si fa pesante, il sangue la pervade, come quando ti alzi da una sedia dopo esser stato lungamente seduto.

Ti intontisce. Il fiato si fa corto e le gambe si fanno pesanti, come se fossi reduce da una corsa forsennata. Il cuore ti batte nel petto a mille, rimbombando nelle tempie e nelle orecchie, come quell’attimo prima in cui stai per avere uno svenimento. Ma il tuo corpo non ti concede la quiete come quando svieni: si attiva e basta. Ti lascia lì, sudato, pallido e spaventato, e così rimani per un po’ di tempo, senza poterci fare niente se non progressivamente lasciar passare questa attivazione.

Di panico non si muore, uno si dice. Ed è vero: di panico non è mai morto nessuno. Per quanto il suo manifestarsi ricordi per certi versi l’esordire di un attacco cardiaco o di un’apnea respiratoria, non si tratta di nulla di tutto ciò. È inevitabile però pensare al peggio, data la stranezza della sensazione, la sua immediatezza, la sua inemendabilità.

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